Gli Italiani e gli artigiani

Una ricerca Tecne' in collaborazione con l'agenzia DIRE

Con la crisi calo di 160mila imprese

In 10 anni il numero di imprese artigiane attive e' sceso di circa 160mila unita'. Lo riferisce la ricerca "Gli italiani e gli artigiani", realizzata da Tecne' in collaborazione con l'agenzia Dire.
Al calo ha contribuito, in maniera diretta e determinante, la crisi economica. Basti pensare che dal 2008 ad oggi il saldo tra iscrizioni e cancellazioni e' stato sempre negativo.
Decisive anche le trasformazioni di abitudini e stili di vita degli italiani che hanno fatto declinare alcune tradizioni figure professionali, mentre se ne sono affermate di nuove. Fatto 100 il numero di falegnami nel 2008, oggi sono soltanto 72, mentre sono cresciute le attivita' legate alla salute e all'assistenza, che passano da 100 a 116. In calo anche i mestieri collegati al vestiario e alla pelletteria, scesi da quota 100 a 83. Si registra un calo di 17 punti per muratori, idraulici ed elettricisti e di 12 per meccanici di auto e motocicli.
Aumentano invece i mestieri della ristorazione del tempo libero che passano da quota 100 a quota 113. L'artigianato si trasforma: meno mestieri tradizionali, piu' attivita' di entertainment e legate alla cura delle persone.
-10%
Imprese Artigiane
9
Anni

L'artigianato si trasforma

La crisi e i cambiamenti avvenuti negli stili di consumo degli italiani, hanno fatto declinare alcune tradizionali figure professionali mentre se ne sono affermate di nuove.
Fatto 100 il numero di falegnami nel 2008, oggi sono soltanto 72, mentre sono cresciute le attività legate alla salute e all’assistenza.
Nel complesso, l’artigianato si trasforma: meno mestieri tradizionali, più attività di entertainment e legate alla cura delle persone.

La percezione degli artigiani

Gli artigiani italiani non vedono ancora la ripresa. Lo rivela la ricerca "Gli italiani e gli artigiani", realizzata da Tecne' in collaborazione con l'agenzia Dire.
La percezione economica personale rivela un'ampia quota di artigiani in difficolta', che hanno peggiorato la propria condizione rispetto all'anno precedente. Rispetto a 12 mesi prima, la situazione economica e' migliorata, infatti, solo per l'8 per cento degli artigiani.
E' invariata per il 60 per cento, mentre e' peggiorata per il 32%. Tiepide anche le attese per il prossimo anno: il 67 per cento degli artigiani ritiene che tra 12 mesi la propria condizione sara' uguale a quella di oggi, mentre un artigiano su 4 teme un peggioramento.
Ottimista l'8 per cento degli intervistati. Eppure gli italiani hanno una forte consapevolezza del valore dell'artigianato nel complesso dell'economia nazionale. La grande maggioranza ritiene, infatti, che se scomparissero gli artigiani sarebbe una grave perdita per il sistema economico: il 43% ritiene che l'economia perderebbe molto, il 47 per cento che perderebbe abbastanza.
Il valore degli artigiani italiani e' indubbio ed e' ampiamente riconosciuto dalla grande maggioranza del campione. Il 42 per cento ritiene importante acquistare prodotti di artigiani perche' sinonimo di qualita' mentre il 44 per cento lo lega alla tipologia di prodotto.
Tra le persone piu' mature, con oltre 55 anni di eta', prevale nettamente l'associazione tra artigiano e qualita', mentre tra i giovani e' piu' forte la relazione alla tipologia di prodotto.

LA SITUAZIONE ECONOMICA PERSONALE DEGLI ARTIGIANI RISPETTO A 12 MESI FA

E' MIGLIORATA
8%
E' INVARIATA
60%
E' PEGGIORATA
32%

LE ATTESE PER IL PROSSIMO ANNO
   

ANDRA' MEGLIO
8%
SARA' COME OGGI
67%
ANDRA' PEGGIO
25%
Sondaggio Tecnè – campione di artigiani Base: 600 casi – metodo di rilevazione c.a.w.i. - margine di errore +-4,0%

Il valore degli artigiani

C’è una forte consapevolezza tra gli italiani del valore degli artigiani. La grande maggioranza ritiene, infatti, che se scomparissero gli artigiani sarebbe una grave perdita per il sistema economico italiano (il 43% ritiene che l’economia perderebbe molto, il 47% abbastanza).
Una consapevolezza trasversale alle diverse generazioni e omogenea sull’intero territorio, con percentuali di quanti temono che il Paese subirebbe un duro colpo dalla crisi dell’artigianato sempre superiore all’88%

QUANTO PERDEREBBE L’ECONOMIA ITALIANA SE SCOMPARISSERO GLI ARTIGIANI
   

MOLTO
43%
ABBASTANZA
47%
POCO E NIENTE
10%
Sondaggio Tecnè – campione di artigiani Base: 600 casi – metodo di rilevazione c.a.w.i. - margine di errore +-4,0%

Acquistare dagli artigiani

Il valore degli artigiani italiani è indubbio ed è ampiamente riconosciuto dalla grande maggioranza del campione.
Il 42% ritiene importante acquistare prodotti di artigiani perché è sinonimo di qualità mentre il 44% lo lega alla tipologia di prodotto.
Tra le persone più mature (oltre 55 anni d’età) prevale ampiamente l’associazione tra artigiano e qualità mentre tra i giovani è più forte la relazione alla tipologia di prodotto.

QUANTO RITENGONO IMPORTANTE ACQUISTARE PRODOTTI DI ARTIGIANI ITALIANI   

MOLTO IMPORTANTE E' SINONIMO DI QUALITA'
42%
ABBASTANZA IMPORTANTE DIPENDE DAL PRODOTTO
44%
POCO E NIENTE PREFERISCO RISPARMIARE
14%
Sondaggio Tecnè – campione rappresentativo della popolazione maggiorenne Base: 2.000 casi – metodo di rilevazione c.a.t.i./c.a.m.i. - margine di errore +-2,2%

Lavori in casa, vi ricorre il 34%
pesa reddito di chi acquista

La disponibilita' a rivolgersi a un artigiano e' ancora in funzione del reddito.
Una ricerca realizzata da Tecne' in collaborazione con l'agenzia Dire rivela che il 17 per cento degli intervistati si affida sempre a un artigiano per avere un lavoro di qualita'.
Mentre il 60 per cento decide di farlo solo se si tratta di un lavoro difficile che necessita di competenze adeguate.
Fa da solo in ogni caso il 7 per cento del campione, mentre il 16 per cento preferisce risparmiare pur avendo la consapevolezza che la qualita' sara' inferiore. Tuttavia nelle fasce di reddito piu' basse prevalgono nettamente quanti sono 'costretti' a optare per soluzioni alternative all'artigiano, mentre nelle fasce piu' alte di reddito la maggioranza si dichiara disponibile a rivolgersi a un artigiano.
Il 40 per cento degli italiani si arrangia da solo se deve fare dei lavori in casa. Ad agevolare il fai da te e' la diffusione di punti vendita della grande distribuzione dedicati a questa attivita', dove ci si rivolge non solo per acquistare utensili e materiali ma anche per ricevere consigli e imparare tecniche, come fa il 59 per cento di chi preferisce il fai da te.

DISPONIBILITA’ A SPENDERE DI PIU’ RIVOLGENDOSI A UN ARTIGIANO   

17%
SI, SEMPRE
60%
SOLO SE IL LAVORO E' DIFFICILE
16%
PREFERISCO RISPARMIARE
7%
PREFERISCO FARE DA SOLO
Sondaggio Tecnè – campione rappresentativo della popolazione maggiorenne Base: 2.000 casi – metodo di rilevazione c.a.t.i./c.a.m.i. - margine di errore +-2,2%

La domanda di artigiani nell'ultimo anno

Nell’ultimo anno il 32% si è affidato a un artigiano per acquistare prodotti o eseguire lavori mentre l’11% ha richiesto un preventivo, optando poi per soluzioni più economiche.
Il 46% ha, invece, cercato direttamente altre soluzioni senza interpellare alcun artigiano.
Anche in questo caso la discriminante è rappresentata dal reddito degli intervistati, con le fasce economicamente più alte che hanno affidato direttamente il lavoro di cui avevano bisogno a un artigiano, mentre la ricerca di soluzioni alternative cresce man mano che si riducono le possibilità economiche di spesa

GLI ITALIANI CHE NEGLI ULTIMI 12 MESI SI SONO RIVOLTI A UN ARTIGIANO   

AFFIDATI A UN ARTIGIANO E/O ACQUISTATO LORO PRODOTTI
32%
SI SONO RIVOLTI A UN ARTIGIANO MA POI HANNO OPTATO PER ALTRO
11%
HANNO CERCATO DIRETTAMENTE ALTRE SOLUZIONI
46%
NON HANNO AVUTO NECESSITA'
11%
Sondaggio Tecnè – campione rappresentativo della popolazione maggiorenne Base: 2.000 casi – metodo di rilevazione c.a.t.i./c.a.m.i. - margine di errore +-2,2%

Il "passaparola" batte la rete

Il “passaparola”, e la rete informale di relazioni, rappresentano il principale “media” per cercare un artigiano. Il 10% chiederebbe, invece, consigli e recapiti ai negozi specializzati, mentre il 7% cercherebbe riferimenti (e recensioni) su internet.
In questo caso la discriminante più importante è rappresentato dall’età degli intervistati.
Pur rimanendo il “passaparola” il principale veicolo di informazioni, tra gli anziani la quota di quanti chiederebbero a conoscenti il riferimento di un artigiano sale all’88%, mentre tra i giovani raddoppia la quota di quanti si affiderebbero a internet.

IN CHE MODO CERCHEREBBERO UN ARTIGIANO  

PASSAPAROLA
83%
CHIEDENDO AI NEGOZI SPECIALIZZATI
10%
INTERNET
7%
Sondaggio Tecnè – campione rappresentativo della popolazione maggiorenne Base: 2.000 casi – metodo di rilevazione c.a.t.i./c.a.m.i. - margine di errore +-2,2%

Il "fai da te" di poco in vantaggio

Se occorre fare dei lavori in casa, il 40% sceglie il “fai da te”, il 34% si affida a un artigiano e il 26% si rivolge a un operaio “tuttofare”.
A rendere più agevole il “fai da te” contribuisce la diffusione di punti vendita della grande distribuzione dedicati a questa particolare attività, a cui ci si rivolge non solo per acquistare utensili e materiali ma anche ottenere consigli e imparare tecniche (lo fa il 59%) mentre il 41% preferisce rivolgersi a un negozio di fiducia (ferramenta, negozio di materiali edili o elettrici)

COSA FANNO GLI ITALIANI SE DEVONO FARE DEI LAVORI IN CASA

SI ARRANGIANO DA SOLI
40%
SI AFFIDANO A UN ARTIGIANO
34%
CHIAMANO UN TUTTOFARE
26%
CHI SI ARRANGIA, DOVE ACQUISTA IL MATERIALE PER IL “FAI DA TE”
NEGOZIO DI FIDUCIA (ferramenta, ecc...)
41%
GRANDE DISTRIBUZIONE
59%
Sondaggio Tecnè – campione rappresentativo della popolazione maggiorenne Base: 2.000 casi – metodo di rilevazione c.a.t.i./c.a.m.i. - margine di errore +-2,2%
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